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Archivio per la categoria 'Mente e corpo'

Note introduttive ai DCA

Fonte : “Note introduttive ai DCA” di Mario Mulè

Per descrivere i disturbi dell’alimentazione è stata utilizzata la metafora del quadrivio, di un luogo in cui convergono strade e direzioni diverse.

In effetti in questi disturbi tanti aspetti della condizione umana si ritrovano coinvolti: c’è il corpo, con la sua fisiologia e la sua fisiopatologia; c’è la mente e la psicopatologia. Incontriamo spesso l’adolescenza, a sua volta momento di snodo tra infanzia e vita adulta.

E c’è ancora molto altro: la presenza di questi disturbi nel nostro mondo c.d. occidentale e la loro assenza in altre regioni del pianeta chiama in causa le culture di appartenenza, e con esse altre scienze umane quali l’antropologia, l’economia, l’etnopsichiatria. Ed ancora, la netta prevalenza nel genere femminile ci interroga sul ruolo della donna e sulla sua evoluzione in questi ultimi decenni.

E poi, soprattutto, vi sono le storie, tante storie a volte raccontate, più spesso tenacemente nascoste dentro una sintomatologia saturante e pervasiva.

A guardare bene, più che un incrocio sembra un groviglio, che certamente non è facile “ sgrovigliare”.

Si può provare tuttavia a seguire alcuni fili, nel tentativo di dipanare in qualche misura la matassa.

Cominciamo con il corpo. Continua..

Mindfulness e Psicoterapia

Fonte: Recensione e commento a “Mindfulness e Cervello” (2009) di D. Siegel a cura di Vito Petruzzellis

Le considerazioni qui riportate prendono spunto dalla sollecitazione espressa da Siegel nel suo ultimo volume “Mindfulness e Cervello” (2009), sulla utilità di integrare la meditazione all’interno delle pratiche psicoterapeutiche.

Questa problematica è affrontata da Siegel a partire dal racconto della sua esperienza diretta di partecipante ad una esperienza di pratica meditativa, e attraverso l’approfondimento delle questioni in un modo scientificamente fondato.
Offre così la possibilità non usuale di assistere al confronto tra il Siegel scienziato e terapeuta ed il Siegel persona, con le sue particolarità, le sue difficoltà, ed anche il suo bisogno di relazione e di conoscenza.
Provo a sintetizzare.
La concettualizzazione di Siegel si muove intorno a due cardini basilari del funzionamento mentale:

l’ integrazione mentale e la consapevolezza mindful.

L’autore sostiene infatti che la mindfulness, – orientamento scientifico che si richiama alla tradizione meditativa Vipassana, derivante dalla tradizione buddhista Thervada, integrata con la psicologia cognitiva di Aaron Beck – si rivela in grado di favorire le funzioni integrative della mente sia in ambito fisiologico che patologico.
Per descrivere le caratteristiche dell’ integrazione mentale fa ricorso alla metafora della ruota.Nel senso che i raggi rappresentano i tanti e diversi canali percettivi, mentre il mozzo ha la funzione di connetterli centralmente con le emozioni, i pensieri, le conoscenze, integrando i diversi aspetti propri della coscienza individuale e mantenendo al tempo stesso un asse di stabilità e di coerenza unitaria. Continua..

Resilienza e Corporeità

Fonte: “RESILIENZA e CORPOREITA’ ” a cura di Vito Petruzzellis (Relazione presso l’Istituto di Psicologia Funzionale Corporea del 29/11/08)

RESILIENZA E SALUTOGENESI

Resilienza è un termine che ha assunto un significato complesso in campo psicologico, in riferimento ai meccanismi che rendono possibile il superamento di condizioni ed eventi esistenziali particolarmente difficili.

Deriva dalla radice latina “resilire=rimbalzare”, indicante la durezza del metallo nel resistere ai colpi e riprendere forma.

Più di recente, in lingua inglese (resilience) è diventato un termine per indicare una reazione positiva alle esperienze avverse, soprattutto ai traumi psicologici in età evolutiva. Continua..

I sintomi-base. Percorsi verso l’alienazione mentale

Fonte: ”I sintomi base. Percorsi verso l’alienazione mentale” di Egidio Bove

La teoria dei sintomi base, delineata dal gruppo di Bonn diretto da Gerd Huber, al pari di quella della vulnerabilità di Zubin, prende in considerazione svariati fattori nella genesi della patologia mentale schizofrenica. Il tempo della contrapposizione tra i sostenitori dei fattori genetici, ambientali e psicologici nella etiopatogenesi della schizofrenia non ha più motivo di esistere. La storia della psichiatria e della psicologia clinica insegna che queste contrapposizioni sono sterili e non portano da nessuna parte. Più che il continuo proliferare di teorie di parte si avverte oggi la esigenza di un modello che funga da super-teoria, e che sia in grado di accogliere sotto il suo ventaglio svariati punti di vista: biologico, dinamico, sociale, ecc. Continua..

L’intreccio mente-corpo

Fonte: “L’ intreccio mente-corpo” David Lazzari, (2007) in “Mente e Salute”, Franco Angeli

«Siedi nella tua sedia senza muovere un muscolo, stai semplicemente

pensando, e il tuo pensiero ti suscita un sentimento… subito il tuo

pancreas produce alcuni ormoni. Il tuo pancreas? Che cosa c’ entra il

tuo pancreas? Potresti anche non sapere dov’è il pancreas! Ma il tuo

fegato sta producendo un enzima che prima non c’era, la tua milza

sta mandando un messaggio al timo, la pressione del sangue nei piccoli

capillari delle tue caviglie sta cambiando. E tutto questo solo per

un pensiero!»

(Sapolsky, 1998).

1. Una realtà integrata

Il cervello si mostra come “massa critica” in grado di sintetizzare i diversi processi organici per produrre le qualità peculiari delle attività psichiche, plastico aggregato di reti e processi, costantemente collegato con tutto l’organismo e, attraverso il corpo, con l’ambiente esterno. È qui che da una serie enorme di interazioni locali di tipo essenzialmente bio-chimico ed elettrico emergono le attività psicologiche come proprietà globali del sistema, ed emergono, come accade in natura, esibendo e rispondendo a regole di funzionamento proprie e specifiche. Questo dato è coerente con il principio dell’interdipendenza tra le proprietà che la natura assume nelle varie dimensioni che la caratterizzano, La realtà si organizza ampliando costantemente i vincoli di sistema in modo da ampliare i gradi di libertà senza rompere i limiti posti dalle leggi naturali che incidono quindi a ogni livello ma in modo diverso: questo consente di capire che il livello psicologico “trascende” quello biologico (in quanto rappresenta un livello di organizzazione dei viventi) e non ne “prescinde”. Continua..